Un bellissimo esemplare di Airone bianco maggiore (Egretta alba) è stato ritrovato agonizzante in una pozza d’acqua con un’ala completamente spezzata in due da una fucilata dagli addetti alla vigilanza del WWF nell’Oasi WWF Lago di Campolattaro e più precisamente in località Ponte Pescosardo nel comune di Morcone.
L’airone è morto, purtroppo, dopo alcune ore di agonia. È l’ultima vittima di quella lunga lista di specie protette massacrate vergognosamente per puro divertimento, era uno dei tre individui diventati sedentari da un paio di anni nell’Oasi. Quest’area rappresenta per la provincia di Benevento uno “scrigno di biodiversità” grazie alla presenza di questa ed altre specie di uccelli che scelgono l’area come stazione di passo migratorio (Gru, Cicogna, ...), di svernamento e/o nidificazione (Cormorano, Airone guardabuoi, Nitticora, ...).
Da anni il WWF Sannio gestisce l’area dal punto di vista naturalistico, cercando di salvaguardare gli animali presenti, soprattutto gli uccelli che diventano particolarmente sensibili durante il periodo riproduttivo. Purtroppo, nonostante le denunce alle autorità ed agli organi di polizia, il bracconaggio nell’Oasi è molto diffuso: la mattina col buio o dopo il tramonto; con trappole nascoste, richiami acustici e cani sguinzagliati; con delinquenti armati che fanno raid nell’area protetta come fosse una loro proprietà privata mentre i loro complici sorvegliano la strada circumlacuale. Ad esso si aggiungono altre attività umane non regolamentate (cercatori di funghi, di asparagi selvatici, addestratori di cani da cinghiale o da tartufi, pescatori, tagliatori di legna, surfisti, ciclisti, cavalieri, motociclisti, …) che finiscono per minacciare seriamente tale “scrigno di biodiversità” per la pretesa di poter esercitare un diritto come se si trattasse di una “terra di nessuno” senza alcuna consapevolezza.
Per questi motivi il WWF Sannio ha promosso innanzitutto l’avvio dell’iter per l’istituzione di un regime di maggiore protezione nell’ambito della “Rete Natura 2000” (rete di aree protette riconosciute dall’Unione Europea ai sensi della Direttiva 92/43 “Uccelli”), denominato “Zona di Protezione Speciale”.
Contemporaneamente, gli Enti e le Istituzioni preposte sono state sollecitate ad intervenire con la necessaria risolutezza, richiamando non solo le Forze dell’Ordine competenti ad una maggiore attenzione, ma anche adottando scelte precise e puntuali, a volte impopolari per la conservazione e valorizzazione di questo straordinario patrimonio naturalistico, per progettare e costruire il futuro di questo territorio.
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